Firenze, 24 maggio 2026 – Dal 2022 al 2025 il carcere si è chiuso al mondo esterno e si è chiuso al proprio interno. Lo dice Antigone nel suo ultimo rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia, presentato nei giorni scorsi. In sintesi «si sono moltiplicati gli istituti dove i detenuti trascorrono quasi tutta la giornata in celle affollate e malmesse, sempre più persone sono messe in isolamento e sorveglianza particolare, la società esterna è ostacolata all’ingresso in istituto». I dati vanno oltre il drammatico: «Oltre il 60% dei detenuti trascorre la quasi totalità della giornata dietro le sbarre della propria cella, fatta eccezione per le canoniche ore d’aria». I detenuti del circuito dell’Alta sicurezza «non possono più svolgere socialità nei corridoi delle sezioni» e questo vale anche per i detenuti delle sezioni di preparazione al trattamento intensificato (cosiddette sezioni ordinarie) del circuito di Media sicurezza. Nemmeno i frigoriferi possono essere collocati nei corridoi delle sezioni, bensì in stanze «all’uopo adibite»; difficile però trovarne, con un sistema penitenziario in cui il sovraffollamento ha superato il 139 per cento. Secondo una circolare dell’ottobre 2025 ogni iniziativa che prevede l’ingresso di persone esterne negli Istituti penitenziari dove è presente una sezione del circuito di Alta sicurezza (AS), collaboratori di giustizia e 41-bis deve essere essere autorizzata da un nulla osta rilasciato dall’amministrazione centrale. «Tenendo conto che le carceri con almeno una sezione di AS sono circa 70 su 189, la circolare ha imposto questa nuova prassi per qualsiasi ingresso della società civile in oltre un terzo delle carceri italiane», dice Antigone.