di
Barbara Poggio
Pubblicato il rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia: il tasso di sovraffollamento è del 139,1%
Ventisei bambini in carcere insieme alle loro madri. Un anno prima erano undici. Nel mezzo, un decreto sicurezza che ha trasformato da obbligatorio a facoltativo il rinvio della pena per le donne incinte o con figli sotto l’anno di età. Ventisei bambini che non hanno alcuna colpa, ma iniziano la loro vita dentro un carcere. Il titolo scelto da Antigone per il suo XXII Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia è «Tutto chiuso». Chiuso alle persone, al mondo esterno, alle domande scomode. Secondo il rapporto, nelle carceri italiane sono oggi detenute 64.436 persone, a fronte di 46.318 posti realmente disponibili: un tasso di sovraffollamento del 139,1%. Settantatré istituti superano il 150%, otto arrivano oltre il 200%. Mentre i reati calano, aumentano le pene: dall’inizio di questa legislatura oltre 55 nuovi reati, più di 60 aggravanti, 65 aumenti di pena. Il carcere non risponde a un’emergenza criminale. Risponde a una scelta: usare la pena come principale linguaggio della sicurezza, chiudere invece di interrogare le cause sociali della violenza e della marginalità. Una scelta che ricade su persone, storie e bisogni diversi.








