BRA. «Avere Petrini al mio fianco era come avere un ombrello sempre aperto. Agivo in totale autonomia, ma sapevo che Carlin c’era, con tutto il suo carisma. E che nei momenti difficili potevo rivolgermi a lui per un consiglio o una parola di conforto. Era un punto di riferimento, mi sentivo al riparo anche quando metteva in moto tutta la sua irruenza. Adesso vorrei che questa straordinaria energia si trasformasse da mancanza a stimolo: un incentivo a essere sempre all’altezza di ciò che ci ha lasciato. E osservando gli occhi lucidi, ma determinati, di chi oggi lavora con noi mi sento in qualche modo rinfrancata: sapremo camminare con le nostre gambe». Barbara Nappini è stata eletta presidente di Slow Food Italia nel 2021, prima donna a ricoprire questo ruolo. È un compito non da poco, quello che vi aspetta ora. «Una responsabilità enorme, lo sappiamo. Anzi, sentiamo anche un senso di inadeguatezza, se ci rapportiamo a lui. Per questo non dovremo cercare di imitarlo, ma di dare concretezza alle sue idee. Carlo era un visionario e come un vero maestro aveva sempre uno sguardo positivo. Per spronarci, ci ripeteva sempre: “Nel mondo non mancano i soldi, ma le idee”».

Qual è l’insegnamento a cui è più legata? «La grande eredità che ci lascia Carlin, risiede nella sua idea che a partire dal cibo si possa cambiare il mondo. Ma con gioia, con creatività, con visionarietà. La sua schietta capacità di dialogare con tutti, dagli umili ai papi, ha sempre nutrito una cultura di pace di cui oggi abbiamo tanto bisogno. A tutti noi resta questo bell’impegno di essere all’altezza dei suoi insegnamenti: con uno sguardo fiducioso rivolto al futuro ma soprattutto con uno slancio schietto e allegro di amore nei confronti delle nuove generazioni». A settembre a Torino ci sarà l’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto. Quali sono gli obiettivi attuali e futuri di Slow Food? «Stiamo lavorando molto sulle aree interne, le terre alte, come luoghi di ripensamento del futuro dell’Italia, a partire dai giovani. E poi sul rilancio della biodiversità come tema non solo attuale, ma di avanguardia: la biodiversità è l’unica ricchezza in grado di salvarci e garantire il nostro futuro. Carlo ci ha chiesto cento nuovi presidi per il prossimo anno e non vorremmo certo deluderlo. Infine, punteremo sull’educazione alimentare come necessario strumento di acquisto e di cittadinanza consapevole».