Poco più di 922mila elettori in Campania per decidere, oggi e domani, i sindaci di 88 municipi. Con una grande attenzione, in particolare, verso gli unici due capoluoghi chiamati al voto: Avellino e Salerno dove le coalizioni si sono spaccate. Nel capoluogo irpino, infatti, il centrodestra si divide su due ex sindaci: Gianluca Festa (con 4 liste) e Laura Nargi (5 liste) mentre il campo largo al completo punta sul dem Nello Pizza. Partita che il centrosinistra, unito, vede alla portata di mano. E non a caso ad Avellino, nelle ultime settimane, si sono visti sia la leader del Pd Elly Schlein che il numero uno dell’M5s Giuseppe Conte. E lì si sono fermati perché, entrambi, hanno deciso di non mettere piede, nei rispettivi tour campani, a Salerno per evitare l’imbarazzo di un campo largo spaccato, l’assenza del simbolo del Pd e la figura ingombrante di Vincenzo De Luca.

Quest’ultimo, dopo dieci anni sulla poltrona più alta di palazzo Santa Lucia, vuole riprendersi per la quinta volta (la prima nel 1993) la guida della sua roccaforte e non ha esitato a far dimettere, per questo, il suo fedelissimo con un anno di anticipo. L’ex governatore, che ha fatto una campagna rilanciando i suoi cavalli di battaglia («Salerno come Montecarlo del Sud» e «lanciafiamme contro i cafoni») schiera ben 7 liste tra cui la sua storica dei «Progressisti per Salerno» e quella del Psi. E in campo con lui, anche se promette un cambio di marcia rispetto agli ultimi nove anni, ci sono praticamente tutti i consiglieri e assessori delle ultime due consiliature. A contrastarlo, a sinistra, l’ex consigliere regionale e avvocato amministrativista Franco Massimo Lanocita con 3 liste tra cui M5s e Avs. A destra, invece, Gherardo Maria Marenghi con le 4 liste che rappresentano l’attuale maggioranza di governo (FdI, Fi, Prima Salerno-Lega e Noi Moderati). Ma il campo dei contendenti è affollato: ci sono Armando Zambrano che guida la coalizione di centro con 3 liste, tra cui anche Udc e Azione e con una sola lista a testa ci sono Domenico Ventura (Dimensione Bandecchi), Alessandro Turchi (Salerno Migliore), Pio Antonio De Felice (Potere al Popolo!) ed Elisabetta Barone (Semplice Salerno). E tutti hanno un solo sogno: costringere De Luca al ballottaggio e cercare di cambiare il corso della storia tra due settimane. Vedremo. Altri comuni importanti al voto, nel Salernitano (in totale 255mila elettori compreso il capoluogo), sono Cava de’ Tirreni, Campagna e in costiera, Amalfi, Maiori e Positano. Elezioni 24 e 25 maggio 2026, alle urne in 750 comuni: dove si vota, gli orari e come seguire lo spoglioLe elezioni Nell’area metropolitana di Napoli sono circa mezzo milione i votanti per 26 comuni coinvolti, di cui 17 oltre i 15mila abitanti. Il municipio più grande è Afragola dove la sfida è tra due nomi su cui si schierano, senza divisioni, centrodestra e centrosinistra: per i primi, con 11 liste, Alessandra Iroso; i secondi con Gennaro Giustino. Interessanti sono invece le sfide nei comuni a Sud del Vesuvio dove il centrosinistra si gioca la riconferma. A Ercolano, la dem Antonietta Garzia con il Campo largo punta a succedere al renziano Ciro Buonajuto mentre Azione va in solitaria con Pietro Sabbarese. E non dovrebbe esserci partita se il centrodestra si è spaccato su ben tre nomi: Luciano Schifone per Fdi, Nicola Abete per Fi e Luigi Fiengo per Noi Moderati e Lega. A San Giorgio a Cremano centrosinistra con Michele Carbone mentre l’M5s corre in solitaria con Patrizia Nola. A sfidarli Maurizio Bruno di Fratelli d’Italia e Roberto Galdieri di Futuro nazionale. Pd ed M5s divisi anche a Portici dove nelle ultime ore sono partite alcune verifiche da parte della Prefettura per alcuni duplicati di tessere elettorali richieste non dagli aventi diritto. Qui la sfida è tra Claudio Teodonno sostenuto da Pd, Verdi e civiche e Fernando Farroni, ex vicesindaco di Enzo Cuomo (che ha lasciato la guida del municipio a inizio anno per entrare nella giunta di Roberto Fico), sostenuto da M5S, Casa riformista e Sinistra italiana. Dall’altra parte il centrodestra diviso: in campo Giovanni Ciaramella con Fi e Prima Portici e Ione Abbatangelo per Fdi. Altro comune, dove il centrosinistra cerca la riconferma è Pompei. Qui si sfidano Giuseppe Tortora sostenuto da 7 liste civiche, Salvatore Alfano, candidato per il Campo largo (Pd ed M5s assieme) con 9 liste e Claudio D’Alessio, alla guida di una coalizione centrista di 4 liste. Infine Sorrento, comune scosso da un’inchiesta giudiziaria che ha portato alla caduta della vecchia amministrazione: in campo Ferdinando Pinto (già sindaco dal 1995 al 2000) Raffaele Attardi e Corrado Fattorusso. Meno comuni chiamati al voto, infine nel Sannio, Casertano ed in Irpinia. Nel beneventano, infatti, sono coinvolti 34mila elettori per 10 comuni, in Terra di lavoro più o meno lo stesso numero per 13 municipi. Mentre in Irpinia, contando anche il capoluogo, saranno 100 mila gli elettori per 10 amministrazioni da scegliere.