Non ti piace ballare alle feste? Ritmo, ansia sociale, rumore e sensibilità sensoriale possono spiegare quel disagio

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Il ritmo non obbedisce a comandoIl problema sono gli occhiUna festa può essere troppo

A un certo punto della festa succede. La musica sale, qualcuno libera mezzo pavimento, un altro ti guarda con l’entusiasmo di chi ha appena fondato una setta e ti dice: “Dai, vieni a ballare”. Come se il corpo fosse un’app da aprire. Come se bastasse essere vivi, vestiti decentemente e vagamente presenti per trasformarsi in una creatura sciolta, allegra, coordinata, capace di muoversi senza sembrare un armadio spinto giù per le scale.

Per molte persone ballare alle feste è una liberazione. Per altre è un piccolo processo pubblico con cassa bluetooth, bicchiere in mano e testimoni oculari. Gambe rigide, braccia che non sanno dove andare, sorriso tirato, cervello acceso come una centrale elettrica. La psicologia, però, aiuta a togliere un po’ di colpa da questa scena. Il disagio davanti alla pista può avere radici molto concrete: ritmo, coordinazione, imbarazzo, paura dello sguardo altrui, rapporto con il proprio corpo, musica che non aggancia niente.