Dove il corpo inciampa, la danza libera. “Non è soltanto movimento, ma un linguaggio che permette di esprimersi, di sentirsi vivi, di connettersi con gli altri e con sé stessi. Ballare significa non arrendersi, continuare a trovare la propria forza nonostante le sfide. Non bisogna lasciarsi definire dai limiti che gli altri ci attribuiscono”. Un messaggio che Carlos Diaz Gandia, ballerino e coreografo spagnolo, impersona e trasmette. Noto in Italia da quando, subito dopo il Festival di Sanremo del 2025, divenne virale un video in cui dettava i passi alla cantante Gaia per il brano ‘Chiamo io, chiami tu’, Carlos Diaz Gandia, che ha lavorato anche con Mahmood e Tony Effe e all’estero con Will Smith e Nathy Peluso, ha messo a punto una coreografia dedicata a chi soffre dell’atassia di Friedreich, malattia rara neurodegenerativa di origine genetica che in Italia colpisce una persona su 100mila con sintomi, come la perdita di coordinazione e la difficoltà di equilibrio, all’inizio difficili da riconoscere.

Compaiono durante l’infanzia o la prima adolescenza. Dopo 10-20 costringono alla sedia a rotelle. Nel video della coreografia, che fa parte della campagna di informazione “Rassegnati tu! Io ballo con Friedreich” realizzata da Biogen con l’Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche, Carlos Diaza Gandia balla con tre giovani malati, Giulio, Rita e Tatiana.