Da Riccione, dove riaprono le sette disco, ai turisti senza confini dei festival. Perché il bisogno di ballare unisce, ancora una volta, le generazioni
di Valerio Millefoglie
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E se il primo passo degli uomini e delle donne fosse stato un passo di danza? L’immagine ce la suggerisce Dj Ralf, anche lui un pezzo di storia della dance, che si definisce “ballerino mancato che da più di quarant’anni fa ballare gli altri”. Gli chiediamo di commentare un recente articolo del New York Times la cui tesi è “la musica dance è di nuovo in pieno boom. Cosa c’è di diverso questa volta? Molto”. “Al di là delle flessioni degli ultimi anni”, dice, “il ballo è insito nel genere umano. Un bambino che ancora non parla segue già il ritmo. Una tribù in un angolo remoto del mondo si raduna attorno al fuoco per ballare. Forse oggi il pubblico è più esigente e consapevole”. Dal suo punto di vista, dalla console vede: “Quarantenni, qualcuno più in là con l’età e molti giovani, dai 18 in su”. Così se il New York Times scrive che “i festival sono pieni di dj, mentre alcuni dei più grandi nomi della musica pop (tra cui Beyoncé, Drake e Charli xcx) hanno realizzato album ispirati o vicini alla musica dance” e che “su TikTok l’hashtag eletronic music ha raccolto 13,4 miliardi di visualizzazioni nel 2024”; il Corriere Romagna dello scorso marzo titolava: “Riccione come negli anni 90: tornano in pista le sette discoteche”. Osserva Mauro Bianchi, direttore artistico della discoteca Samsara e presidente del Consorzio Riccione Intrattenimento: “Sì, quest’anno tutte le discoteche storiche sono aperte: Cocoricò, Peter Pan, Villa delle Rose, Space, Baia Imperiale, Altromondo e Byblos. E l’anno prossimo si affiancherà il Pascià, attualmente in ristrutturazione”. Rispetto a questo annunciato ritorno in pista dice: “Credo che la pandemia, come tutte le crisi, abbia ripulito il mercato. Chi aveva le spalle larghe è sopravvissuto. Negli anni 90 bastava avere un paio di luci e un impianto audio, ora il pubblico gira il mondo, anche dal divano di casa guardando i dj set sui social media. Così le discoteche e i festival propongono veri e propri spettacoli, con tanto di proiezioni su ledwall giganti e scenografie. È come andare a teatro, e alla figura del dj resident si affiancano le ospitate dei grandi dj internazionali”.







