Flaconi strobo, per scent sfaccettate. Sette fragranze per ripercorrere altrettante “vite” di un night leggendario

di Silvia Manzoni

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Che profumo ha il dancefloor? Quello elettrico delle luci stroboscopiche o quello delle scie sensuali dei corpi che ballano? Ogni nightclub ha la sua firma olfattiva e ognuno evoca ricordi diversi in base alle esperienze vissute. Da questo presupposto è nato Discothèque (da Selfridges’ a Londra), nuovo brand di fragranze ispirate ai templi internazionali della notte. A fondare il marchio tre giovani imprenditrici che vivono tra Londra e Los Angeles – Jessie Willner, Hanover Booth e Whitney Moulton – e condividono la passione per i viaggi, la musica e le notti sfrenate.

“Per noi le discoteche sono più di un semplice nightclub: sono il luogo dove le diversità si cancellano in nome della musica, l’esclusività diventa inclusiva e ognuno è libero di esprimere la propria personalità”, sostiene Booth. “Abbiamo tanti ricordi legati a quelle maratone notturne. Sono momenti speciali, esperienze indimenticabili per la carica di emozioni che abbiamo provato. Essere travolte dalla musica, dall’euforia del movimento e delle luci che volteggiano, dagli sguardi, dagli incontri: sono sensazioni particolari che abbiamo deciso di trasformare in trip olfattivi. Perché i profumi hanno il potere di fissare i ricordi e di riaccenderli anche a distanza di molto tempo”.