Siamo in tanti a misurare col metro da sarta o strumenti equivalenti. Proust è solo, e misura diversamente. Non è una questione di epoca, anche al tempo di Proust si misurava parecchio. La differenza non è storica: è di atteggiamento e forse di portamentoLa misura. Siamo abituati a pensarla come un gesto: misurare. Noi che impugniamo uno strumento e con quello strumento determiniamo un numero. Prendiamo il metro da sarta e misuriamo il corpo, le sue circonferenze, concludendo che sarebbe il caso di fare la dieta. Le diete sono dense di numeri. Buona parte del mondo è costruito da tempo su questa sequenza: lo strumento, la misurazione, il risultato. Nella contemporaneità la sequenza è diventata, sembra, un assillo. Misurare è la grammatica delle Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Letizia PezzaliScrittrice. Il suo primo romanzo, L'età lirica (Baldini & Castoldi 2012), è stato finalista al Premio Calvino. Per Einaudi ha pubblicato Lealtà (2018), Amare tutto (2020) e Un animale innocente (2025).