Un vecchio adagio recita pressapoco così: un libro funziona se la sua trama può essere riassunta in poche righe. Per volgare che sia, tale verifica è abbastanza efficace da attagliarsi anche a capolavori verbosi, complessi e monumentali come Alla Ricerca del Tempo Perduto di Marcel Proust,
Con buona pace dei suoi snobissimi ammiratori, l’opera di Proust ridotta all’osso è la storia di un uomo in cerca della propria vocazione. Nel corso delle sette parti che compongono il romanzo, il protagonista di questo memoir fittizio non fa che interrogarsi (con quale tormento!) sul modo migliore di recuperare ciò che sente compromesso per sempre: gli anni di vita irrimediabilmente trascorsi. Perché il cerchio si chiuda occorre aspettare le ultime pagine. Allora tutto si fa più chiaro: il libro che dopo mille peripezie il protagonista si accinge a scrivere è lo stesso che il lettore ha appena finito di leggere.






