Il volume di Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco “Hackerare la mente”, con l’evocativo sottotitolo “Parole, algoritmi e inganni”, non lancia solo un monito alla società odierna, ma ribadisce la centralità del fattore umano per la sicurezza nazionale del nostro Paese

Se la mente rappresenta il nuovo e definitivo campo di battaglia, come appare ormai evidente, la guerra per la sua conquista passa attraverso l’impiego del linguaggio, quale dispositivo di manipolazione cognitiva e di ingegnerizzazione sociale.

Allo stesso tempo, la sfera info-digitale, in cui siamo immersi, non è certo neutrale, rispetto alle vulnerabilità cognitive individuali, tantomeno nell’era dell’egemonia algoritmica, accelerata dalla diffusione dei modelli linguistici su larga scala, che rappresentano il cuore pulsante dei sistemi di intelligenza artificiale.

Il volume di Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco “Hackerare la mente”, con l’evocativo sottotitolo “Parole, algoritmi e inganni. Come difendere la propria libertà digitale”, intende esplorare proprio queste dinamiche.

Gli autori pongono l’accento su un mutamento profondo: l’offensiva proveniente dagli attori ostili, sia statuali che non statuali, si sta progressivamente spostando dalla sfera cognitiva individuale verso l’intera infrastruttura culturale ed educativa che innerva la collettività di un paese, attraverso una vera e propria guerra epistemica, in grado alterare i sistemi di conoscenza e, dunque, la percezione della realtà, da parte di intere nazioni.