Intervista con il neuroscienzato, tra gli scopritori dei neuroni specchio, sulla "Madeleine digitale" della memoria, lo schermo-pelle, le interazioni falsate, le trasformazioni nelle relazioni, i rischi di precipitare in una società frammentata di individui isolati: "La soluzione non è la tecnofobia. Dobbiamo studiare meglio gli effetti di queste tecnologie sul cervello. E sviluppare uno spirito critico: studiarle, comprenderle, usarle consapevolmente"
“Che cosa significa essere un soggetto, essere un sé? La soggettività non va concepita come qualcosa di dato una volta per tutte, che poi si confronta con il mondo esterno. Il nostro sé è il risultato dell’incontro con il mondo. Noi trasformiamo attivamente l’ambiente in cui viviamo per adattarci meglio a esso, ma quei cambiamenti, a loro volta, trasformano noi.









