In un mondo saturo di informazioni, di applicazioni di intelligenza artificiale e definito dagli algoritmi, La mente sotto assedio di Bruno Giussani (Edizioni Casagrande) è una bussola preziosa per cercare di orientarsi. “È un tentativo di mettere ordine tra tanti temi che si sentono sui social o sono parte della narrazione legata alla tecnologia, ma non sono mai chiaramente organizzati. E la gente si sente un po’ persa”. Lo spiega bene il sottotitolo: Come non lasciarsi manipolare nell’era dell’intelligenza artificiale.
“Abbiamo sempre vissuto la tecnologia come una serie di prodotti che noi acquistiamo, controlliamo, possediamo e ne facciamo quello che vogliamo. Dai social in avanti, e ora ancor di più con chatbot e IA, ci stiamo accorgendo che è la tecnologia che usa noi, ci controlla. E lì ti rendi conto che siamo entrati in una fase nuova, dove il prodotto è diventato piattaforma, dove la tecnologia è l'architettura virtuale nella quale noi viviamo e funzioniamo”.
Fase che ha subito una brusca accelerazione da quando ha iniziato a diffondersi l’idea – spinta soprattutto dalle Big Tech – che l’innovazione è un asset strategico: il primo che arriverà a forme di superintelligenza sarà talmente potente che potrà tenere sotto controllo tutte le altre IA. E la prima conseguenza di questa narrativa è un allentamento della regolamentazione.










