Quali sono oggi le condizioni che motivano la revoca di un permesso di soggiorno e perché la proposta di un "permesso di soggiorno a punti" non sarebbe poi una novità assoluta nell'ordinamento giuridico italiano. Lo spiega a Open l'avvocato Pietro Derossi della Fondazione ISMU

Dopo il caso di Salim El Koudri, che a Modena ha travolto con l’auto a folle velocità diverse persone, Si è molto parlato in questi giorni del tema della revoca del permesso di soggiorno e della proposta avanzata dalla Lega di introduzione di un permesso di soggiorno a punti per cittadini stranieri. Salim El Koudri però è a tutti gli effetti cittadino italiano, e quindi non verrebbe in alcun modo colpito da eventuali modifiche alla norma che regola l’ottenimento del permesso di soggiorno o la sua revoca. Cosa dice però la legge a oggi su questo tema ma, soprattutto, l’idea dell’introduzione di “punti” sarebbe davvero così nuova?

Quando il permesso di soggiorno può essere revocato

«Esistono diverse macro-categorie di cause che possono portare alla revoca del permesso di soggiorno o al rifiuto del suo rinnovo», per il venir meno dei requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato. A raccontarlo a Open è l’avvocato Pietro Derossi, responsabile di un team di esperti di diritto dell’immigrazione dello studio legale Lexia e collaboratore della Fondazione ISMU. «Nello specifico sono: l’aver commesso specifici reati, elencati dal Testo unico sull’immigrazione, come quelli legati a violenze sessuali, tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale e traffico di stupefacenti. Questi reati sono ostativi al rinnovo, e farebbero scattare una sanzione automatica della revoca o del rifiuto del rinnovo in caso di primo rilascio già avvenuto».