L'aggressione avvenuta a Modena, in cui il 31enne italiano Salim El Koudri si è lanciato in auto sulla folla, ha scatenato un dibattito anche politico. Sulla vicenda si è subito buttato Matteo Salvini, rilanciando la proposta leghista di revocare il permesso di soggiorno e anche la cittadinanza a chi commette reati. Ci hanno pensato i suoi colleghi di maggioranza, prima il leader di Forza Italia Antonio Tajani e poi il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, a smentire Salvini e segnare l'ennesima spaccatura nella maggioranza.
Fanpage.it ha intervistato Antonio Marchesi, giurista e filosofo esperto di diritti umani, giustizia penale internazionale e diritti delle persone rifugiate e migranti. Marchesi, docente ed ex presidente di Amnesty International Italia dal 1990 al 1994 e dal 2013 al 2019, ha spiegato perché le due proposte di Salvini andrebbero contro numerosi principi del diritto internazionale. Ha seguito il caso dell'attacco di Modena e il dibattito politico che ne è seguito, soprattutto con la proposta rilanciata da Matteo Salvini di introdurre un permesso di soggiorno ‘a punti', da ritirare in caso di reati?
È una proposta che c'entra poco con i fatti di Modena: in quel caso si tratta di un cittadino italiano nato in Italia. Il fatto che il cognome facesse pensare a un immigrato di seconda generazione non cambia nulla. Anzi, se da questo si volesse trarre qualche conseguenza sarebbe grave, perché sarebbe una violazione del principio di non discriminazione. Questa persona è un italiano come qualunque altro italiano.










