C'è un momento, nelle prime pagine di We Are Dreamers. La battaglia delle fragole, in cui Alice si taglia la mano e invece di avere paura prova qualcosa di "frizzante". Non è l'ansia del NEXT, il grande esame che incombe su tutti i dodicenni della città. È qualcosa di più antico e meno classificabile: la sensazione di essere viva in un mondo che ha smesso di tollerare l'imperfezione. È il momento in cui il romanzo d'esordio di Alberto Fassi, fondatore di Legami e pubblicato da Magazzini Salani, smette di sembrare un progetto editoriale e diventa semplicemente un libro.
Il contesto narrativo è distopico, con una precisione che ricorda certe atmosfere alla Lois Lowry: una società ipercontrollata dove strade, alberi e persone crescono dritti, senza guizzi. I NEXT sono quattro giorni di test in cui i ragazzi di dodici anni vengono valutati. Chi supera la soglia ottiene la Stella d'Oro. Gli altri salgono su un pullman e spariscono. Alice sa come funziona il gioco e sa anche di essere fuori misura: ha un segreto nello zaino e una madre che pretende perfezione. Quello che non sa è che sta per incontrare Bruno, un gigante dal cuore gentile, Daniela, perfettina ed esigente, e Carlo, generatore seriale di disastri. Insieme finiranno in quelle zone del sistema dove i colori non chiedono il permesso e le risate non sono sincronizzate.











