MESTRE (VENEZIA) - Più di mille prenotazioni, bandiere alzate davanti al palco e una piazza piena di gente. La chiusura della campagna elettorale di Simone Venturini al Parco Albanese-Bissuola si trasforma in una prova di forza del centrodestra veneziano. Una festa politica costruita tra panini, musica e interventi serrati, ma soprattutto attorno a un obiettivo preciso: colpire la sinistra sul terreno dell’identità, della sicurezza e della scelta del candidato sindaco: da una parte chi “vive” Venezia, dall’altra chi viene percepito come estraneo. Infatti il passaggio più duro arriva sul tema immigrazione e della comunità bengalese. Roberto Ferrara (Forza Italia) parla apertamente di «invasione» e critica «gli appelli fatti solo alla comunità bengalese per fare lobby e cercare di entrare in consiglio comunale». Poi aggiunge: «Noi vogliamo essere padroni a casa nostra». Un tema che torna anche nell’intervento del senatore Raffaele Speranzon, segretario regionale di Fratelli d’Italia, che contrapponendo le bandiere italiane e veneziane alle «bandiere della Palestina, della Francia o del Bangladesh», scandisce dal palco: «Venezia resterà ai veneziani». Parole che diventano uno dei momenti più caldi della serata al Bissuola.