ALBIGNASEGO (PADOVA) - Il capannone era lo stesso del Grest e della sagra, ma ieri sera non c'erano i bambini né nulla da festeggiare. È qui che si è tenuta la riunione di alcuni parrocchiani per discutere del caso che da sei giorni tiene banco tra Padova e Albignasego. Francesco Saviane, 37enne ex insegnante del Barbarigo ospitato nella canonica di San Lorenzo in Roncon da don Cesare Contarini, è agli arresti domiciliari per violenza sessuale ai danni di sette minori, per fatti commessi tra il 2017 e il 2026 in vari ruoli e occasioni. Domiciliari iniziati proprio nella canonica di fronte alle cui tapparelle abbassate si sono incontrati ieri una cinquantina di parrocchiani per confrontarsi.
L'affondo «Voleva redimere una pecorella smarrita? Poteva metterlo a fare altro, non tra i ragazzi se ne conosceva le devianze» ripete un papà. «Non vogliamo processare nessuno, ma guardare avanti - sottolinea un membro del Consiglio pastorale degli anni scorsi - La giustizia farà il suo corso, ma i nostri figli vengono qui all'asilo, al Grest, al patronato e non vogliamo più mezze verità: siamo feriti. Come comunità viviamo una preoccupazione e insieme dobbiamo presentare le nostre richieste al vescovo. Ci è stato chiesto di evitare il sospetto cieco, ma la calma non può diventare rassegnazione e la prudenza non deve essere silenzio. Se don Cesare era a conoscenza della questione e ha ammesso di avere scelto la carità cristiana, questa carità senza prudenza è irresponsabilità. Saviane non aveva un ruolo educativo, ma la protezione dei ragazzi non è stata prioritaria quanto la paura dello scandalo. Non vogliamo processi sommari, ma chi guida la comunità è il custode della fiducia collettiva e serve un gesto di responsabilità perché la reputazione delle istituzioni non viene prima dei ragazzi».La mobilitazione A prendere la parola è una delle mamme della scuola dell'infanzia che segnala di avere già contattato la madre generale delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore a Roma per spiegarle l'accaduto nella struttura diretta da suor Annamaria Menesello, che da sempre ha dichiarato di non sapere nulla, tanto più che le assunzioni sono di competenza di don Cesare, mentre Saviane non è mai stato a contatto coi bambini. Le segnalazioni «I bambini lo conoscono, invece - segnala -. Qualcuno ci ha detto di essere stato abbracciato, solleticato, o preso in braccio senza volerlo. Quindi raccogliamo le dichiarazioni per mandare un'e-mail con le nostre segnalazioni. Finché loro si rimbalzano le responsabilità e suor Annamaria crede di avere dalla sua parte tutti i genitori, abbiamo oltre 700 firme della petizione on line che ne chiede l'allontanamento che dicono il contrario. Infatti, molte famiglie si dicono convinte a spostare i figli in un altro centro infanzia se queste figure non saranno rimosse, creando problemi anche alle maestre per le mancate iscrizioni».Il prete Una serie di invettive ascoltate anche da don Cesare stesso che, apparso a fianco di alcuni genitori si è sentito rivolgere alcuni insulti da un papà che lo invitava ad intervenire. «Intervengo se non vengo insultato» ha esordito il don alla guida della comunità di San Lorenzo dal 2020, dopo un altro scandalo culminato con l'allontanamento di don Marino Ruggero, accusato di aver violato il celibato con una parrocchiana. «Sono contento di vedere persone preoccupate oggi del bene della parrocchia - ha ironizzato il don con voce flebile -. Il parroco che verrà sarà felice di sapere che ci saranno tante nuove persone pronte a collaborare. Vi auguro tanto bene e una buona serata». Frasi che hanno lasciato trapelare l'abbandono della parrocchia di San Lorenzo, ma che non sono bastate ai genitori che hanno continuato ad inveire: «Ha violato il diritto canonico che impone di preservare l'incolumità dei fedeli», «Porti via anche la suora», «Siamo stati noi con le rette dell'asilo a stipendiare quell'orco», «Saviane ha foto e video dei ragazzi», «Noi ci siamo già rivolti ad un avvocato», «Il vescovo sapeva tutto ed ha pensato solo a ripulire la chiesa». In lontananza, il suono dei festeggiamenti della chiusura della campagna elettorale a villa Obizzi. Di fianco, due bambini giocano senza sosta, lasciando ai grandi quelle questioni che dovrebbero toccare solo loro.







