PADOVA - «Ad oggi non ne vedo il motivo». Don Cesare Contarini alza il muro, non arretra di un millimetro e soprattutto non si dimette. Risponde così alla rivolta partita nei giorni scorsi nella “sua” parrocchia di San Lorenzo ad Albignasego. Da una parte i parrocchiani e una fetta consistente di collaboratori che ne chiedono a gran voce la testa, invocando dimissioni in massa per lo scandalo che ha coinvolto Francesco Saviane, collaboratore del don, segretario dell’asilo nido e spesso accompagnatore nelle uscite. Dall’altra c’è lui, il parroco, nel mirino per averlo protetto e ospitato in canonica fin dal 2023. Scelta che lo stesso Vescovo Claudio Cipolla aveva contestato: «La presenza di Saviane nella canonica di una parrocchia della Diocesi si deve esclusivamente alla scelta personale del parroco, in violazione di una formale indicazione in senso contrario da parte dell’ordinario diocesano» le sue parole.

L’ALLONTANAMENTO Saviane vive in canonica dal 2023, anno in cui l’ex professore di religione viene sospeso dall'Istituto Barbarigo, ironia della sorte diretto fino a pochi mesi prima proprio da don Cesare. Da tre anni quindi è lì, dove tuttora sconta i domiciliari (in attesa della concessione del cambio di residenza). Nonostante il terremoto giudiziario scoppiato nel weekend, il sacerdote blinda la sua posizione, ma un passo indietro ha dovuto farlo. Almeno sul fronte formale: ieri ha firmato infatti il licenziamento del trentasettenne accusato di violenza sessuale su minori, che lavorava come segretario proprio nel Centro Infanzia "San Lorenzo - Carlo Liviero": «È stato inevitabile», spiega don Cesare.Una pezza che difficilmente basterà a placare gli animi. Ad Albignasego si respira l’aria pesante del déjà-vu, anche se stavolta le carte sono finite in Procura e disegnano uno scenario molto più cupo di un semplice “affare di cuore” tra le mura della chiesa. Per San Lorenzo è infatti il secondo scandalo in sei anni: nel 2020 fu il caso di don Marino Ruggero, allontanato dalla Diocesi per una relazione sentimentale con una fedele a sconvolgere la comunità di Albignasego, comunque una vicenda confinata al diritto canonico. Qui sono coinvolti dei minorenni. Le accuse della Procura sono pesantissime e i risvolti penali drammatici: si parla di presunti abusi e le vittime sarebbero tutte minorenni. LA RIUNIONE Domenica sera i vertici della comunità si sono riuniti d’urgenza nel tentativo di arginare l’esplosione. Tra i banchi della chiesa la paura fa novanta e nessuno vuole metterci la faccia. «La gente chiama, c’è un disagio enorme, la situazione è squallida. Il clima è rovente», sussurra uno storico parrocchiano, protetto dall'anonimato per timore di ritorsioni interne. Ma il fronte più caldo resta quello delle famiglie: ieri solo sei di loro hanno mandato i figli all’asilo. Poi è partita una dura lettera indirizzata sia a don Cesare che al vescovo Cipolla dove parlano di «chiara responsabilità morale e pastorale». Non è finita qui: nei prossimi giorni continueranno a presidiare la parrocchia, ma l’obiettivo resta uno: le dimissioni.