PADOVA - Il colpo di scena è arrivato durante la messa di ieri (l’ultima) di don Cesare Contarini, quando ha approfittato dell’omelia per annunciare le sue dimissioni. Ha ceduto quindi alle pressioni del vescovo Claudio Cipolla, rinunciando ufficialmente alla guida della parrocchia di San Lorenzo dopo il caso Saviane, l’ex professore di religione accusato di 7 casi di violenza sui minori, che lo aveva direttamente coinvolto. Don Cesare infatti lo ospitava in canonica dal 2023. «Aderisco all’invito del vescovo Claudio e quindi rinuncio all’incarico» ha annunciato ieri il sacerdote durante la celebrazione delle 18 e davanti a quasi 200 parrocchiani. Molti di loro nei giorni scorsi avevano chiesto la sua “testa”. Cosa che poi ha fatto anche il vescovo Cipolla.
Francesco Saviane, scintille tra i genitori e don Cesare Contarini: «Vattene» LA SCELTA Una decisione sofferta, arrivata dopo 67 mesi di mandato, chiuso però nel peggiore dei modi: «È una decisione che costa, ma non ho coperto nessuno». Don Cesare non ci sta a fare il capro espiatorio e nel dare l’addio si sfoga: «Questa decisione mi costa moltissimo perché sento di aver operato secondo coscienza» si difende, rivendicando di aver cercato la verità nella carità. Poi l’affondo a tutela della propria onorabilità: «Attesto davanti a Dio di non aver coperto nessun comportamento pericoloso né messo a rischio bambini e ragazzi o l’attività della scuola d’infanzia».Francesco Saviane e gli abusi sui minorenni, il vescovo: «Don Contarini lasci la parrocchia» LA CURIA Il sacerdote ribadisce con forza: «In parrocchia non risulta alcuna azione illecita attribuibile a Francesco Saviane – sostiene don Cesare». E prima del congedo lancia anche una stoccata al clima di caccia alle streghe: «Perdono chi ha espresso accuse del tutto infondate e ingiuste o giudizi sommari». In chiesa è poi stato letto anche un messaggio del vescovo Cipolla rivolto alla comunità, con cui spiega la richiesta delle dimissioni: «Capisco che la questione provochi grande nervosismo – le parole di Cipolla –. La condizione emotiva è molto difficile da gestire per le famiglie coinvolte. Tuttavia, penso che sia necessario rispettare i tempi della giustizia civile».Il vescovo aveva difeso l’operato della Curia, rivendicando la totale trasparenza dei passaggi formali, ma aveva scaricato pubblicamente il parroco: «Ha preso delle posizioni che noi non abbiamo condiviso – ha ribadito ieri –. La partenza avverrà nei prossimi giorni, il tempo di fare gli scatoloni. Senz’altro avrebbe dovuto esserci una maggiore attenzione per evitare che il professor Saviane entrasse in contatto con i bambini. Don Cesare, con tutte le sue qualità, ha sbagliato. È necessario che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Però lui non è indagato, quindi ora non serve inquisirlo».Prof Francesco Saviane, 400 firme contro don Cesare e suor Anna Maria: «Vadano via, non c'è più fiducia» L’EX PROF Dietro lo scontro tra Cipolla e il parroco dimissionario c'è il peso di un'inchiesta giudiziaria. Francesco Saviane, 37 anni, ex docente di religione all’Istituto privato Barbarigo, ex seminarista, la scorsa settimana era finito ai domiciliari con accuse pesanti: violenza sessuale aggravata su minori. A Saviane la Diocesi aveva già revocato definitivamente l'idoneità all'insegnamento dal primo settembre 2023, a seguito di un’indagine canonica interna che lo aveva bandito dagli incarichi ecclesiali. Eppure, l'uomo aveva trovato un "rifugio" professionale nella segreteria del centro d'infanzia di San Lorenzo e un tetto in canonica. E mentre don Cesare lascia la parrocchia nel caos, i vecchi fantasmi del passato ritornano. Nelle chat parrocchiali e sui social rimbalza una lettera indirizzata sempre a Cipolla di fedeli “nostalgici” che chiedono il ritorno di don Marino Ruggero, l’ex parroco che nel 2020 venne travolto da un altro scandalo per aver avuto una storia con una “fedelese” sposata. Forse potrebbe servire una figura diversa.







