Stupore nel Pd per i piani su Ranucci leader politico. E si parla del suo futuro nella tv pubblica
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Il day after il caso Ranucci è tutto uno sbigottimento. Il Nazareno, da cui Fdi pretende le scuse per l'accostamento con l'autobomba, tace. In Rai scoppia un caso legato a virgolettati del direttore Paolo Corsini sul futuro di Ranucci. Frasi che il direttore dell'Approfondimento della Rai si è affrettato a smentire.Sul piano politico, tutto parte da una scoperta. Uno dei possibili moventi dell'attentato porta a un piano preciso: fare di Ranucci il leader del "campo largo". Chiara Gribaudo, parlamentare vicinissima alla segretaria, nasconde l'imbarazzo e nega che il conduttore di Report sia mai stato in lizza per qualsivoglia ruolo: "Direi di no". È fisiologico: la strategia, se è mai esistita, proveniva dall'esterno del Pd, proprio mentre tanti dirigenti dem, Schlein in testa, contribuivano con enfasi alla causa del giornalista della Rai. Le frequentazioni, le cene al ristorante "Cefalù" di Monteverde Vecchio tra il "faccendiere" e il conduttore, tutto lo scenario: i dem si dicono allibiti. Walter Verini, senatore di rito veltroniano, fa una mezza ammenda: "Quell'attentato - premette - fu una cosa drammatica che avrebbe potuto essere una tragedia. Adesso spetta anzitutto alla magistratura completare le indagini". Ma per "chiarire ogni dinamica" può servire pure "il contributo dello stesso Ranucci, per quello di cui può essere a conoscenza", chiosa il parlamentare che siede anche in commissione Antimafia. Per il Pd, insomma, il conduttore della trasmissione di Rai3 è chiamato a spiegare, qualora ne sapesse qualcosa, come sia andata questa faccenda tra lui e Lavitola. E sul piano per fare di Ranucci leader del "campo largo"? "Vabbeh...vabbeh...", taglia a corto Verini.










