Si intitola Paolo Santo Superstar il primo album ufficiale di Paolo Santo, all'anagrafe Paolo Antonacci. Il progetto è stato anticipato dal singolo Torre di Babele ed è un’opera concepita come un micromondo: ascoltando ognuna delle sette tracce, sembra quasi di trovarsi davanti a uno schermo, a un quadro: ogni brano apre una scena, un passaggio, una visione. L’album gioca col prendere ispirazione dalla forma dell’opera rock, richiamando idealmente Jesus Christ Superstar, ma spostandone il centro verso una dimensione personale. Paolo Santo Superstar restituisce un ritratto in musica del cantautore e della sua visione artistica.

Paolo partiamo dalla storia dell’album, quindi come lo hai costruito e come hai ragionato sulle tracce da inserire nel progetto?

Sette tracce sono ai limiti dell’Ep però ho concentrato le idee, voglio mettere la bandierina in un piccolo mondo da dividere in sette parti. Sette è il numero della creazione e nel mio microcosmo era giusto dividerli in sette pezzi, gli altri prenderanno un’altra forma in futuro. Sette è la nascita e la morte di un uomo, è scritto negli astri. Le canzoni hanno un effetto domino perché hanno senso in questo album e sono le pareti di un mondo. Il resto si vedrà.