Nei giorni scorsi Foodinho, l’impresa proprietaria di Glovo, che utilizza il lavoro dei rider senza averli assunti e pagandoli poco, ha proposto al Tribunale di Milano un aumento del salario orario minimo lordo da 10 a 14 euro, ogni consegna verrebbe pagata 50 centesimi in più. Per un rider a tempo pieno si tratterebbe di avere un aumento di circa 200 euro al mese. Glovo è stata messa in amministrazione giudiziaria dal procuratore Paolo Storari le cui indagini sulle piattaforme, come su altre imprese e settori che sfruttano il lavoro in maniera illegale, hanno attirato grande attenzione. Le piattaforme, la logistica e i servizi sono ambiti nei quali lo sfruttamento assume forme estreme e il diritto del lavoro non ci arriva, così Storari utilizza gli strumenti della legge penale che discendono dall’articolo 36 della Costituzione: ogni lavoratore ha diritto a paga proporzionata che garantisca sussistenza, l’orario è fissato dalla legge e le ferie sono un diritto.

«Mi sento spesso dire che la procura di Milano fa il sindacato. La verità è che esistono norme che richiedono un salario adeguato e sotto una certa soglia è dovere della procura intervenire»: così Storari durante una tavola rotonda organizzata da Aisri e dalla classe di Scienze politico sociali della Normale di Pisa, nella sede fiorentina della Scuola, alla quale partecipavano sindacati, Confindustria e magistratura per discutere di diritti del lavoro nelle filiere produttive.