Qualunque sia il campo della cultura o dell’arte, è fisiologico che chi se ne è occupato con continuità e intensità, chi ha scritto su vari argomenti saggi e libri, a un certo punto tende a «riciclare» quello che ha prodotto, a riproporlo con forme ed esposizioni narrative diverse. Non è questo il caso di Gino Frezza che con il suo Kinematici continua ad esplorare il mondo dei fumetti ma da un’angolazione nuova e una prospettiva diversa. Frezza, per anni professore ordinario di «Sociologia dei processi culturali e comunicativi» presso l’Università di Salerno, uno dei massimi esperti italiani del mondo dei fumetti, dopo una decina di testi pubblicati in un arco di più di 40 anni, ha deciso di integrarli con un nuovo libro sottotitolato Fumetti del passato e del presente grazie all’intraprendenza e lungimiranza della casa editrice napoletana Martin Eden (pag. 232, euro 15). L’autore che già in passato si è occupato del rapporto tra cinema e fumetti, questa volta sistematizza l’intreccio indagando con un approccio in parte inedito linguaggi, forme e miti. Per l’esattezza come avverte lui stesso «Cinque degli undici capitoli di questo libro sono estensioni, ampliamenti, correzioni e integrazioni di articoli o saggi da me già pubblicati in anni precedenti in volumi collettanei.