«Il fumetto mi mette soggezione, la musica no: se incontro Paul McCartney gli stringo la mano, se vedo il fumettista Gipi mi prostro». Così a Lucca Comics & Games il musicista Caparezza (al secolo Michele Salvemini) ha raccontato la sua passione per il medium (è cresciuto con i fumetti, in primis quelli di Bonvi) e il nuovo progetto «Orbit Orbit» è tempo stesso un album (con canzoni che omaggiano i comics come «A Comic Book Saved My Life», nella quale ripercorre tre momenti nei quali il fumetto è stato la sua ancora di salvezza) e un volume a fumetti, il primo da lui sceneggiato, pubblicato dalla Sergio Bonelli di Dylan Dog, Tex e Nathan Never (è una storia anche di fantascienza come l’ultima serie citata).
Quattro anni fa era stato ospite a Lucca: era un periodo difficile per lui, con forti problemi all’udito, ma il fatto di essere immerso nel fumetto gli aveva fatto ritrovare il buonumore. E così «Orbit Orbit» (titolo volutamente doppio, come il “mumble mumble” dei fumetti) è il suo modo di rendere grazie al fumetto. L’album è il terzo atto di una trilogia sulla prigionia, dopo la reclusione di «Prisoner 709» e la fuga di «Exuvia» qui si arriva alla libertà. Si ricongiungono le orbite fumettistica e musicale in una storia a fumetti che è un viaggio onirico spaziale del musicista (nella nostra realtà è a terra svenuto) con ben nove disegnatori, in parte scelti da lui e in parte dalla casa editrice: Nicola Mari, Marco Nizzoli, Renato Riccio, Stefano Tamiazzo, Riccardo Torti, La Came, Matteo De Longis, Sergio Gerasi e Yi Yang, quest’ultima cinese che da anni vive in Italia.







