Niente voto prima della fine della diciannovesima legislatura. Roberto Calderoli utilizza parole notte per escludere l'ipotesi di voto anticipato evocata dal suo segretario Matteo Salvini. Il "papà" dell'Autonomia differenziata crede quindi che il governo Meloni andrà avanti anche nei prossimi mesi e almeno fino all'autunno 2027."Ne ho parlato con Salvini""La scadenza naturale della legislatura è 13 ottobre 2027, poi discuteremo se 15 giorni prima o poi, ma la fine è quella naturale e non intendo far parte di un governo che intende sciogliersi prima", ha spiegato il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, parlando al Festival dell'Economia di Trento. "Non credo prevarrà la logica" di uno scioglimento anticipato, ha aggiunto, "detto che nemmeno è scontato che si possa decidere quando votare".Il piano per fermare Vannacci: perché Salvini vorrebbe il voto subitoL'esponente leghista, riferendosi a Matteo Salvini, ha spiegato che del tema ne ha parlato "con lui personalmente", aggiungendo che "non solo non si deve parlare di aprile o maggio ma, visto che la legislatura si conclude il 13 ottobre 2027 se si va a votare a dicembre c'è la possibilità di fare non solo questa legge di bilancio, ma anche la prossima".Il cammino dell'autonomiaIl ministro è intervenuto pure sull'Autonomia differenziata, dossier che segue sin dalla nascita del governo. "Sto attendendo gli atti del Parlamento che devono arrivare entro il 13 luglio. Abbiamo davanti un anno per fare una legge che richiede due passaggi parlamentari e quindi credo che entro ottobre 2027 ce la facciamo", ha affermato Calderoli. "Non solo per le quattro regioni richiedenti come il Veneto, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, ma anche per quelle che si stanno interessando come l'Abruzzo, le Marche o anche la Calabria sulla sanità".FdI rilancia le preferenze: “Vannacci? Parliamo con tutti”E in merito al cantiere della legge elettorale che cosa succederà? "Credo che il 3 per cento sia una soglia corretta, poi cosa sceglierà il Parlamento dipenderà da quello che sceglierà il Parlamento", ha chiarito il ministro esperto di sistemi elettorali. "Il 3 per cento mi sembra un numero né troppo basso né troppo alto, giusto".