Redazione
22 maggio 2026 18:54
(Foto di repertorio)
Gli autori vantano credenziali di tutto rispetto: il geologo di fama internazionale Didier Sornette della Southern University of Science and Technology (SUSTech) di Shenzhen, a Guangdong, in Cina; Davide Zaccagnino (primo firmatario) ricercatore post-dottorato che sotto la supervisione di Sornette lavora al progetto “Modellazione e previsione dei rischi con intelligenza artificiale e fisica statistica”, e i ricercatori federiciani Antonio Giovanni Iaccarino del Dipartimento di Fisica e Matteo Picozzi di Fisica. Assieme hanno messo a punto uno studio che preconizza tra il 2030 e il 2035 la perdita di equilibrio del sistema vulcanico dei Campi Flegrei.“Sistema vulcanico tra i più pericolosi della terra” “I Campi Flegrei, una grande caldera nell'Italia meridionale, sono tra i sistemi vulcanici più pericolosi della Terra, minacciando direttamente oltre un milione di persone”, riporta l'abstract con cui la Cornell University presenta lo studio.“Dal 2005, sono entrati in una fase di sollevamento accelerato accompagnata da un'intensificazione della sismicità, sollevando il quesito cruciale se questa evoluzione culminerà in un'eruzione, in un picco bradisismico o in un altro cambiamento di regime”. Accelerazione a tempo finito “In questo studio, dimostriamo che l'accelerazione della sismicità e della deformazione geodetica è meglio descritta da una singolarità regolarizzata a tempo finito piuttosto che da una crescita esponenziale - riportano gli scienziati - il che implica non solo una migliore rappresentazione empirica, ma anche un diverso processo sottostante con conseguenze potenzialmente nefaste per la successiva evoluzione del sistema”.Analisi indipendenti convergono su un tempo critico, con un sollevamento previsto di circa 4 metri entro i primi anni del 2030: “Evidenze geochimiche e statistiche indicano che l'apporto di volatili magmatici profondi guida questa evoluzione, pressurizzando progressivamente la crosta. Sebbene non vi siano prove di un'eruzione imminente, il sistema sembra avvicinarsi a una soglia meccanica critica il cui esito rimane incerto, rendendo necessario un monitoraggio costante ad alta risoluzione e previsioni continuamente aggiornate”, evidenziano gli scienziati."Calotta fragile" Pur precisando e avvisando che non si riscontra alcuna prova di una imminente eruzione, lo studio riporta parametri - ricavati da analisi indipendenti - che starebbero ad indicare un avvicinamento alla “soglia critica”, da cui la necessità di un monitoraggio costante e continui calcoli previsionali. “La maggior parte della sismicità avviene all’interno di una sottile calotta fragile sopra serbatoi di magma poco profondi - si legge nello studio - a profondità di 2-3 km e distribuita attraverso un volume ampiamente fratturato”.I cambiamenti delle rocce e l'agitazione della calderaGli studiosi rilevano che negli ultimi il comportamento delle rocce sta passando “da elastico ad anelastico”, e questo potrebbe essere indice di una “tensione irreversibile” e che “le dinamiche dei passati episodi bradisismici indicano collettivamente che la caldera è entrata in una nuova fase di maggiore agitazione e pericolo crescente”.Evoluzione incertaI ricercatori non dicono cosa accadrà e neanche cosa potrebbe accadere. Se davvero l'innalzamento del suolo arriverà a 4mt e sarà oltrepassata la soglia critica, infatti, restano aperte molte ipotesi tra loro assai diverse, che vanno dal picco bradisismico al “cambio di regime” fino ad una temutissima eruzione.Studio segretato Per capirne di più è in corso di elaborazione “un sistema di previsione protetto crittograficamente che verrà aggiornato con previsioni a intervalli di pochi mesi o più frequentemente se il ritmo di evoluzione lo richiedesse, garantendo la Protezione civile che avrà accesso alle valutazioni più attuali, mentre la comunità scientifica avrà accesso a posteriori”. Nessuna condivisione di informazioni, dunque, e nessuna fuga di notizie.Lo studio in ogni caso è in attesa di essere validato.














