Voghera In mezzo alla via Emilia, al centro di un triangolo ai cui vertici ci sono il suo appartamento, Palazzo Gounela e lo studio in cui esercita la professione di commercialista. Lì, nel salotto buono della città, alla gelateria Yuki, ci invita per il caffè Paola Garlaschelli, sindaca uscente del Comune di Voghera che domenica 24 e lunedì 25 sfiderà con una coalizione di centrodestra (a cui partecipano il suo partito, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Forza Italia e le due civiche “Giovani per Voghera” e “Noi Cittadini Garlaschelli Sindaco”) gli avversari Marcello Bergonzi Perrone (centrosinistra) e Francesca Miracca (civica). Discreto e semplice, ma curatissimo e al centro dell’attenzione pur senza cercarla, il bar che ha scelto per l’intervista in qualche modo le somiglia. Sessant’anni, esteta prestata alla calcolatrice, Garlaschelli è riuscita con voce sommessa ma ferma a condurre la nave in porto durante cinque anni di amministrazione a dir poco burrascosi. Prima il Covid, poi l’omicidio di Youns El Boussettaoui da parte dell’allora assessore alla sicurezza Massimo Adriatici e infine la pubblicazione delle chat della giunta: il suo non è stato certo un inizio di mandato semplice. Eppure, senza mai perdere la calma (almeno in pubblico) è riuscita a «scalare l’Everest», come dice lei, e a ripresentarsi a queste elezioni con una coalizione più ampia rispetto a quella di cinque anni fa. Se da una parte è vero che «quello che non uccide fortifica» dall’altra un ruolo innegabile in questa risalita l’ha giocato l’abilità politica dei suoi lumi tutelari (l’assessora regionale Elena Lucchini e il presidente della Provincia Giovanni Palli) che sono sempre stati al suo fianco, appoggiandola nella decisione di indossare la casacca meloniana e aiutandola a riportare a casa l’Udc e Forza Italia, entrambi finiti all’opposizione. Come beve il caffè Paola Garlaschelli? «Più che il caffè bevo un marocco senza cacao. L’importante è farlo con calma: è un rito del mattino che mi concedo con colleghi, amici o parenti. È una pausa, devo dire, rilassante e rigenerante, sfrutto quelle che sono le proprietà benefiche del caffè per poi ripartire con più carica». Qual è il problema più sentito dai vogheresi in questo momento? «La sicurezza, e l'esigenza di avere una città più vivibile. Sottolineo però che non è un problema solo di Voghera, riguarda tanti Comuni d'Italia, e va affrontato in modo congiunto con il comitato di pubblica sicurezza e con il governo. Abbiamo le norme e un nuovo decreto sicurezza, ma vanno fatte rispettare, vanno applicate». La frase che le dicono più spesso? «“Non mollare, tieni duro, vai avanti”». La critica principale che fanno alla vostra amministrazione è quella di essersi allontanata dalla gente e dai suoi problemi. Come risponde? «Che in realtà in questi sei anni noi abbiamo ascoltato, abbiamo accolto, abbiamo veramente dato risposte: non sempre positive, alcune molto difficili e altre impopolari, ma le abbiamo date. E questo atteggiamento non denota un'amministrazione lontana dai propri cittadini. Semplicemente denota un’amministrazione onesta, che non riesce a fare promesse che sa di no poter mantenere». Tre aggettivi per la Voghera che vorrebbe. «Sicura, smart, attrattiva». Tre aggettivi per la vostra coalizione. «Unita, risoluta e responsabile». Tre aggettivi per il vostro programma? «Concreto, realizzabile, lungimirante». Domani inizia il suo secondo mandato, la prima cosa che fa? «Riprendere in mano i dossier che abbiamo sul tavolo e far partire tutti i nuovi progetti: in maniera rapida, senza soluzione di continuità e senza quindi la necessità di un periodo di rodaggio». L'azione di cui vai più fiera di questi sei anni della sua amministrazione? «Aver riaperto il teatro Sociale, intitolato ora a Valentino Garavani, e aver riportato il grande stilista ben due volte a Voghera per un ultimo saluto alla sua città natale». Il progetto che le sta più a cuore del programma? «Quello di rafforzare la sicurezza ma in un quadro più ampio, che vede Voghera tornare a essere una città in cui i cittadini e le imprese possano decidere di scegliere di vivere, di crescere e soprattutto di investire». Perché votare Paola Garlaschelli? «Perché noi in questi sei anni abbiamo attuato un percorso di rinascita e di crescita della città, abbiamo seminato tanto e questi semi devono germogliare. Il meglio sta per arrivare». Chi sono i suoi elettori? «Sono dei cittadini che come noi amano moltissimo la città, che vogliono che questo percorso di rinascita e di crescita possa continuare. Cittadini che ci riconoscono competenza, professionalità, serietà e anche la capacità di intessere delle importanti e buone relazioni (politiche e non) con tutti gli interlocutori con cui un Comune deve necessariamente saper dialogare»
Garlaschelli: «Il meglio deve ancora venire»
La candidata del centro destra a Voghera punta sulla continuità















