In una dichiarazione congiunta pubblicata venerdì, i leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno chiesto "al governo israeliano di "porre fine all'espansione degli insediamenti in Cisgiordania e di garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e e delle forze di sicurezza israeliane".
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Negli ultimi mesi - prosegue la nota congiunta a cui si sono aggiunti Paesi Bassi, Norvegia, Australia, Canada e Nuova Zelanda - la situazione in Cisgiordania è peggiorata significativamente. "La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Le politiche e le pratiche del governo israeliano stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a Due Stati".
I quattro Paesi europei ricordano come gli insediamenti israeliani in Cisgiordania siano illegali per il diritto internazionale, citando anche i progetti di costruzione nell'aerea E1, poco fuori Gerusalemme, che dividerebbe praticamente in due il territorio palestinese.
"Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per una pace globale, giusta e duratura, basata su una soluzione negoziata a due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".













