Il nuovo interesse sull’ipotesi dell’affondamento sospetto della Cunsky in acque calabresi, la nave sarebbe stata demolita in India, anzi no, un mistero che infittisce gli interrogativi

NELL’ULTIMO ventennio le clamorose e seguite indagini sulle “navi dei veleni” hanno sostanzialmente avuto una battuta d’arresto allorquando gli accertamenti condotti direttamente dal ministero dell’Ambiente, nel 2009, dimostrarono che il relitto individuato nei fondali a largo di Cetraro, non fosse la Cunsky – come si era creduto inizialmente, nei giorni immediatamente successivi all’avvistamento della nave affondata – ma un piroscafo colato a picco durante la Prima guerra mondiale. A demolire, poi, completamente le dichiarazioni del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti – che aveva parlato dell’affondamento doloso della Cunsky carica di rifiuti nocivi, avvenuto nel 1993, in un punto antistante la costa cetrarese – arrivò in quello stesso periodo la notizia secondo cui la nave indicata dal pentito fosse stata demolita in India nel 1992. Un anno prima, quindi, del 1993.

Questo è stato il dato che smontò alla radice il racconto di Fonti. Il fatto che quel relitto trovato nel Tirreno cosentino fosse il piroscafo Catania e non la Cunsky non costituiva e non costituisce una smentita del racconto del collaboratore di Giustizia, morto nel 2012. Non si può escludere, infatti, che dopo il piroscafo, pure un’altra imbarcazione sia affondata a largo di Cetraro e magari ancora non sia stata avvistata, come migliaia di altri relitti inabissati nei mari e negli oceani e mai più ritrovati.