Dopo il recupero degli ultimi due corpi emergono dettagli che complicano la ricostruzione della tragedia alle Maldive: dall'elenco dei ricercatori alle presunte omissioni nella spedizione fino all’assenza del brevetto per immersioni in grotta
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Con il recupero di questa mattina dei corpi degli ultimi due sub (si tratta di Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal) grazie all’aiuto degli esperti speleosub finlandesi inviati alle Maldive, emergono nuovi dettagli che gettano ulteriori dubbi sulla tragedia avvenuta nelle grotte sottomarine qualche giorno fa. La muta della prof.Fonti locali hanno fatto sapere al Corriere della Sera che la prof. Monfalcone avrebbe indossato una muta corta: questo fa pensare che, di certo, non fosse l’abbigliamento più adatto per immergersi in profondità e raggiungere le grotte sottomarine. Ne sapremo di più nelle prossime ore ma si tratta di un dettaglio non di poco conto: gli inquirenti, intanto, hanno già in mano le GoPro utilizzate dai sommozzatori così da poter analizzare nel dettaglio le registrazioni video.La mancata comunicazione sulla grottaBalza subito all’occhio un’altra stranezza relativa all’immersione secondo quanto dichiarato dal portavoce presidenziale delle Maldive, Mohameed Hussain Shareef, all’Associated Press. “Sebbene i subacquei italiani fossero in possesso di un permesso, le autorità non conoscevano, dalla loro proposta, l'esatta ubicazione della grotta che stavano esplorando”. Cosa significa lo scopriranno gli investigatori: di sicuro, Shareef ha aggiunto che quelle grotte così in profondità sono state definite “impegnative, con un terreno difficile, forti correnti e scarsa visibilità”.L’elenco dei ricercatoriUn’altra anomalia che balza all’occhio riguarda almeno due delle cinque vittime italiane: Shareef ha spiegato che non rientravano nella lista dei ricercatori che era stata presentata. Dunque, “non sapevamo che facessero parte della spedizione”. Un’altra anomalia: si tratta di omissione o dimenticanza? Adesso è impossibile saperlo ma è certamente un altro elemento che verrà studiato attentamente da chi segue le indagini.“Nessuno aveva brevetto di grotta”Un’altra grande anomalia riguarda uno specifico brevetto che deve possedere chi si avventura a quelle profondità.”Nessuno dei sub aveva il brevetto di grotta”, fa sapere al Corriere la legale del tour operator Albatros. Si tratta di un certificato subacqueo avanzato che abilita l'esplorazione di cavità o grotte sommerse, ambienti in cui non è possibile risalire direttamente in superficie a causa del "tetto" di roccia.











