Navi dei veleni, sulle sorti del mercantile Cunsky esistono opposte “verità” ufficiali. I dubbi sollevati dal Comitato De Grazia. Morelli: la notizia della demolizione in India smentita nel 2013

AMANTEA – Dopo la riapertura del caso sulle “navi dei veleni” ad opera della commissione bicamerale sulle Ecomafie, interviene sull’annosa e delicata vicenda, il comitato civico Natale De Grazia, che ha sede ad Amantea. Comitato intitolato al capitano di fregata, morto improvvisamente proprio mentre, per conto della Procura di Reggio Calabria, stava indagando sulle cosiddette “navi a perdere”. Vale a dire, un elenco di imbarcazioni, che secondo una determinata pista investigativa, erano dedite all’illecito smaltimento di rifiuti pericolosi, di cui avrebbe fatto parte sia la Jolly Rosso, spiaggiatasi ad Amantea nel 1990, che la Cunsky, altra motonave del mistero, al centro di alcuni colpi di scena, a tutt’oggi non completamente chiariti.

I sospetti sulle “navi dei veleni” non sono mai stati supportati da riscontri e prove incontrovertibili. Purtuttavia, rimangono in piedi alcune controverse circostanze, che continuano ad alimentare l’enigma dei rifiuti radioattivi, che va avanti dai primi anni 90. Una di queste riguarda il summenzionato mercantile Cunsky (o Cunskj). Che fine ha fatto? Sul punto esistono due opposte “verità” ufficiali. L’una contrasta l’altra. Su tale elemento di ambiguità è ritornato Alfonso Lorelli, esponente di spicco del comitato De Grazia.