Pubblicato il: 22/05/2026 – 7:02
di Mariateresa Ripolo
ROMA C’è una verità ancora sepolta nei fondali del Mediterraneo, legata alla stagione delle “navi a perdere”, i mercantili carichi di scorie tossiche e radioattive fatti colare a picco tra gli anni Ottanta e Novanta, e al destino di Natale De Grazia, il capitano di fregata morto in circostanze mai del tutto chiarite mentre era a al lavoro per risolvere il mistero. A distanza di trent’anni, la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha ufficializzato l’avvio di un nuovo filone di approfondimento dedicato proprio alla scomparsa del militare e al fenomeno degli affondamenti sospetti. Una decisione che riapre uno dei capitoli più oscuri della storia italiana, con l’obiettivo di incrociare il patrimonio documentale già acquisito con le nuove evidenze emerse negli ultimi anni.
L’intervista
A guidare l’organo parlamentare in questo delicato passaggio è il presidente Jacopo Morrone, che in questa intervista illustra le ragioni che hanno spinto la Commissione a istituire in quelli che definisce «tempi record» il nuovo filone d’indagine, e spiega come si articoleranno i lavori per analizzare la mole di documenti a disposizione, una «poderosa quantità di materiale documentale conservato nella banca dati della Commissione».







