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Aula gremita tra studenti, istituzioni e forze dell’ordine per la cerimonia dedicata alla legalità. Premio all’antimafia sociale alla Fondazione Archeologica Canosina
Un’aula gremita di studenti, rappresentanti delle istituzioni, magistrati e forze dell’ordine ha fatto da cornice, questa mattina nella Corte d’Appello di Bari, alla cerimonia dedicata alla memoria delle vittime della mafia e all’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Al centro dell’iniziativa, il tema dell’antimafia sociale come risposta culturale e civile alla criminalità organizzata.
Nel corso della mattinata il procuratore generale Leonardo Leone de Castris ha conferito un riconoscimento alla Fondazione Archeologica Canosina e al suo presidente Sergio Fontana per l’impegno nei progetti di reinserimento sociale e lavori di pubblica utilità.
Ad aprire la cerimonia è stata la presidente vicaria della Corte d’Appello di Bari Maria Mitola, che ha ricordato come l’insegnamento di Giovanni Falcone abbia segnato profondamente un’intera generazione di magistrati. "La qualità della democrazia si misura anche dalla capacità dello Stato di ricordare chi alla Repubblica ha dedicato la sua opera e, in questo caso, anche la sua vita", ha detto Mitola, soffermandosi anche sulla presenza degli studenti, indicati come il simbolo della volontà di non disperdere la memoria.














