Giornata di studio e riflessione all’Unical sulla legalità, alla vigilia della ricorrenza della strage di Capaci nell’ambito del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia
COSENZA – Quale idea di legalità è necessaria, oggi, per contrastare le mafie? È l’interrogativo che risuona alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, ventitré anni dopo il sacrificio dei giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, sua moglie, e degli agenti della scorta. Ed è anche il tema attorno al quale si è discusso, ieri, nel corso della giornata di studio promossa dall’Istituto di Ricerca e Formazione Interdisciplinare sulle mafie e la corruzione “don Peppe Diana” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria, nell’ambito del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia.
La giornata si è articolata in due momenti. Durante la sessione mattutina, che si è svolta all’University Club dell’Unical con il coordinamento del professor Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’antimafia dell’ateneo, e i saluti istituzionali del prorettore vicario Stefano Curcio e del decano della Sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Antonio Foderaro, si sono intervallati i contributi di addetti ai lavori afferenti a vari ambiti, dalla pedagogia alla teologia, dalla magistratura alla sociologia, dall’intelligence alla ricerca educativa, proprio al fine di offrire una riflessione a più voci su un tema soltanto in apparenza astratto, ma che in realtà investe ogni aspetto del nostro vivere quotidiano. Ma cos’è, dunque, la legalità, così tanto predicata e decantata, e com’è possibile metterla in pratica oggi, dal momento che anche le mafie sono in costante e continua evoluzione?











