Alberto Capatti, storico della gastronomia e primo rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, conobbe Carlin Petrini quarant’anni fa, agli inizi dell’avventura di Arcigola. Da allora il rapporto tra i due si è intrecciato con la nascita di Slow Food, dell’università di Pollenzo e di una nuova idea italiana di cibo, cultura e territorio.
Alberto Capatti
Professor Capatti, quando incontrò per la prima volta Carlin Petrini?
«L’ho conosciuto quarant’anni fa, quando dirigevo “La Gola”. Petrini venne perché voleva fondare Arcigola (nel 1986, poi evolutasi in SlowFood, ndr) e naturalmente non si doveva creare un conflitto. Il ricordo curioso che conservo è che mi parlò della necessità di creare una grande immensa cantina per vini a Milano. È il primo ricordo che possiedo di lui».
Che impressione le fece?












