A Bra, cittadina piemontese, un gruppo di amici, tra bicchieri di Barolo e tagliolini all’uovo, fondò una libreria. Poi organizzarono uno spettacolo dei miei e lì scoppiò una grande amicizia.
Poi aprirono un supermercato gestito da pensionati che vendeva a prezzi ribassati. Mia madre era entusiasta: “Pensa se i compagni organizzassero supermercati in tutta Italia!”. Ma nessuno imitò “i compagni di Bra”. La sinistra aveva altro da fare che agire direttamente per migliorare le condizioni del popolo.
Un giorno Carlo telefonò a mio padre: “Apriamo una radio libera! Vieni?”. Dario partì subito. Una radio libera! Era una novità assoluta, possibile per un momentaneo vuoto legislativo… In Parlamento si erano confusi. E Carlo fu tra i primi ad approfittarne!!! Insieme a Dario trasmettevano da un pulmino in movimento, per non farsi beccare dalla polizia. Usavano un trasmettitore dell’esercito Usa comprato al mercatino dell’usato di Livorno.
Ma dopo qualche giorno li beccarono e sequestrarono il trasmettitore.
Allora Carlo e Dario si presentarono in questura chiedendo di poter calibrare il trasmettitore, che, se non veniva calibrato, si sarebbe danneggiato. Infatti la legge prevede il diritto del proprietario di un bene sequestrato di farne la manutenzione per evitare danneggiamenti. Si chiudevano in una stanza col trasmettitore, armeggiavano con cacciaviti e pinze per un quarto d’ora e poi se ne andavano.











