«Carlo è stato un visionario e un costruttore: di relazioni, di progetti, di riflessioni. Ma per noi è stato prima di tutto un grande amico. Due cose di lui mi hanno sempre colpito. La capacità di andare controvento: ad esempio elaborando una filosofia della lentezza e della prossimità delle scelte, proprio mentre esplodevano i consumi globalizzati, dentro la società della fretta. E poi la sua fiducia nelle buone idee. Carlo non era un credente, ma credeva profondamente in ciò che faceva, e nella possibilità di convincere e coinvolgere altri. La sua passione per il cibo come nutrimento non solo del corpo, ma anche dello spirito e dei rapporti fra le persone, aveva qualcosa di intrinsecamente spirituale». Così Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele, sulla morte fondatore di Slow Food e Terra Madre deceduto nella tarda serata di ieri nella sua abitazione di Bra, all’età di 76 anni.

Carlo Petrini: "Le scelte alimentari possono cambiare la politica"