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Volti conosciuti e persone comuni hanno dato l’ultimo saluto a Carlin Petrini all’apertura della camera ardente a Pollenzo. Tra loro padre Enzo Bianchi, amico di lunga data del fondatore di Slow Foof scomparso a 76 anni, l’imprenditore Oscar Farinetti, Giuseppe Lavazza, vicepresidente della nota azienda di caffè. “Creava convivio e socialità. – lo descrive il giornalista e scrittore Michele Serra – Poi è stato un grande leader politico“, anzi “uno degli ultimi grandi leader socialisti” perché “credeva che i produttori dovessero essere padroni del loro lavoro e del loro destino. E quindi in questa fase storica era un rivoluzionario“.

“Il suo lascito è aver dimostrato che si può cambiare il mondo a partire dal cibo, e farlo con gioia”, ha detto Barbara Nappini, presisente di Slow Food Italia, ricordando che il percorso di Petrini è nato negli anni Ottanta, un’epoca in cui il cibo veniva “banalizzato e omologato”. “Era un visionario, sì, ma molto concreto”, ha aggiunto Silvio Barbero, vicepresidente dell’Università Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

“Ciao Carlin – Ti vogliamo bene. Le tue idee ci guideranno” si legge sul manifesto con il saluto di Slow Food e Università di Pollenzo e l’annuncio della sorella Chiara.