Nella sua Pollenzo, frazione di Bra, nel Cuneese, il luogo dove ha preso forma il progetto culturale e umano di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche, è il giorno dell’ultimo saluto a Carlo Petrini. Decine di persone hanno reso omaggio, prima della cerimonia laica nei giardini dell’Agenzia, al fondatore di Slow Food intonando la canzone messicana “Cielito lindo”.
Presenti tante personalità, come Don Luigi Ciotti che ha parlato di “una marea di gente”. “Tutti sono venuti. Da quelli più anziani dell’Arcigola, Slow Food sparso in Italia, ma anche nel mondo, l’Università del Gusto. La sua è una eredità immensa, ha costruito percorsi. Lui continua a vivere attraverso l’impegno delle persone che lui ha coinvolto nella sua vita”.
“Era una personalità così ricca, con una vocazione così determinata a perseguire un ideale immenso. Conciliare l’essere umano col cibo che mangia è una rivoluzione straordinaria”, ha detto invece l’attore e intellettuale Moni Ovadia, sottolineando che questa rivoluzione ha prodotto solo “felicità e amore“.
La cerimonia ha rappresentato un momento di raccoglimento collettivo per ricordare una figura centrale della cultura gastronomica e ambientale italiana.










