"Una cosa sola vi debbo dire, vi ringrazio per quello che fate e vi voglio un gran bene". La voce di Carlo Petrini, morto giovedì sera a 76 anni nella sua Bra, nel Cuneese, è risuonata per qualche secondo durante il saluto pubblico all'Agenzia di Pollenzo, frazione del paese. Qui ha sede anche l'Università di Scienza gastronomiche che il fondatore di Slow Food ha tanto voluto.
Le migliaia di persone raccolte sotto i tigli del parco del complesso carloalbertino gli hanno dedicato lunghi applausi. Tra loro don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, l'attore e intellettuale Moni Ovadia, l'autore televisivo Antonio Ricci, lo scrittore Jacopo Fo, l'attrice Lella Costa, il ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida.
I ricordi sono stati condivisi. "Ho conosciuto Carlin 55 anni fa, credevano fortemente alla rivoluzione, alla possibilità di trasformare il mondo. Eravamo 'compagni', animati da sentimenti di uguaglianza. Noi sognavamo la rivoluzione, lui l'ha fatta, con Slow Food. Ci ha fatto capire che l'atto di nutrirsi è rivoluzionario" il racconto di Moni Ovadia ai presenti.
"Con Carlin abbiamo toccato con mano un invito a sollevare lo sguardo, come un piccolo esercizio quotidiano di umanità, un'umanità di cui abbiamo bisogno più che mai - ha sottolineato don Ciotti -. Non accettava né la ragione né le mezze parole, né le troppe prudenze. Ha sintetizzato una visione dell'ecologia integrale come una cornice di vita, di senso, necessaria a tutti, nessuno escluso".












