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Appena il 32,8% dei progetti risultano completati; 35,9% il livello della spesa sostenuta: Basilicata ultima in classifica sul Pnrr. Aumenta il divario Nord – Sud
Basilicata fanalino di coda tra le regioni italiane nella spesa dei fondi Pnrr. A poco più di un mese dalla scadenza fissata dall’Unione europea per il completamento degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il quadro che emerge dalla relazione della Corte dei Conti evidenzia luci e ombre per il territorio lucano. Da una parte ci sono i cantieri aperti, gli ospedali che si rinnovano, le infrastrutture ferroviarie attese da decenni e i piccoli comuni che tentano di rilanciarsi grazie ai fondi europei. Dall’altra, però, persistono ritardi amministrativi, lentezze nella spesa e una percentuale di opere concluse ancora troppo bassa rispetto agli obiettivi fissati dal Piano. Secondo i dati aggiornati al 13 febbraio 2026, la Basilicata registra appena il 32,8% dei progetti completati, una percentuale nettamente inferiore rispetto alle regioni del Nord Italia e distante anche dalla soglia del 50% superata da territori come Lombardia, Piemonte e Sardegna. Ancora più significativo è il dato relativo ai pagamenti: in Basilicata il livello della spesa effettivamente sostenuta si ferma al 35,9% del valore complessivo degli interventi. Numeri che collocano la regione tra quelle in maggiore difficoltà nell’attuazione concreta del Pnrr. Il tema non è soltanto contabile. Per una regione fragile sotto il profilo demografico ed economico come la Basilicata, il Pnrr rappresenta probabilmente l’ultima grande occasione per colmare parte del gap infrastrutturale accumulato negli ultimi decenni. Le risorse destinate al territorio superano complessivamente i due miliardi di euro, considerando sia i progetti a regia regionale sia quelli gestiti direttamente dai ministeri e dagli enti nazionali.Una fetta consistente dei finanziamenti riguarda la sanità territoriale. La Missione 6 del Piano ha previsto in Basilicata 86 interventi tra Case della Comunità, Ospedali di Comunità, digitalizzazione sanitaria e nuove apparecchiature diagnostiche. La Regione sostiene che la maggior parte dei cantieri sia ormai in fase avanzata e che molte strutture saranno completate entro l’estate 2026. Nelle scorse settimane la Regione ha inoltre certificato il raggiungimento del target relativo all’installazione delle grandi apparecchiature sanitarie. Grazie a un finanziamento di oltre 13 milioni di euro sono entrate in funzione 53 nuove tecnologie tra Tac, mammografi, risonanze magnetiche ed ecografi distribuiti tra Potenza, Matera e Rionero. Un risultato che il governo regionale considera strategico per ridurre la mobilità sanitaria passiva e migliorare la capacità diagnostica del sistema lucano.Restano però le grandi incompiute infrastrutturali. La più simbolica è certamente la Ferrandina-Matera La Martella, opera storica destinata a collegare finalmente Matera alla rete ferroviaria nazionale. Il progetto, sostenuto anche con fondi Pnrr, vale oltre 365 milioni di euro e dovrebbe essere concluso entro giugno 2026, ma i tempi restano strettissimi. Parallelamente proseguono gli interventi sulla direttrice Battipaglia-Potenza-Metaponto-Taranto, considerata strategica per migliorare i collegamenti del Mezzogiorno. Un altro capitolo riguarda i piccoli comuni e la rigenerazione territoriale. Nel Vulture, ad esempio, il progetto di valorizzazione dei Laghi di Monticchio finanziato attraverso il “Bando Borghi” vale circa 26 milioni di euro, mentre ulteriori 42 milioni sono stati distribuiti tra i comuni dell’area per iniziative legate a turismo, ambiente e recupero urbano. La sfida vera, tuttavia, si giocherà nei prossimi mesi. La Corte dei Conti richiama infatti l’attenzione sulla distanza ancora esistente tra l’avanzamento procedurale e quello reale delle opere. In molti casi i progetti risultano formalmente avviati ma non ancora pienamente realizzati o rendicontati. Un rischio che pesa soprattutto sulle regioni meridionali, dove gli enti locali spesso devono anticipare risorse proprie in attesa dei trasferimenti statali.








