Puglia e Basilicata risultano essere tra le regioni con i maggiori ritardi nell’attuazione del Pnrr. È quanto emerge dal Referto della Corte dei Conti sullo stato di avanzamento dei progetti finanziati con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale complementare, aggiornato al 13 febbraio 2026.
Secondo l’analisi, mentre l’Italia ha già ottenuto dalla Commissione europea 153,2 miliardi di euro, pari al 79% della dotazione complessiva del Piano, nei territori l’avanzamento finanziario e materiale degli interventi procede a velocità diverse. In particolare, nel Mezzogiorno i livelli di spesa risultano ancora contenuti.
La Puglia registra appena il 29,6% di progetti completati, mentre la Basilicata si ferma al 32,8%, entrambe sotto la media nazionale e lontane dai risultati raggiunti da regioni del Nord come Valle d’Aosta, Lombardia e Piemonte, dove oltre la metà degli interventi risulta conclusa.
Anche sul fronte dei pagamenti, i numeri parlano di criticità: la Puglia si attesta al 36,9% del costo complessivo dei progetti e la Basilicata al 35,9%, valori che confermano le difficoltà nella concreta attuazione degli investimenti.
In generale, alla data del 13 febbraio 2026 risultano "conclusi" 51.390 progetti; 70.702, ancora "in corso", assorbono, però, quasi 44,9 miliardi di finanziamenti Pnrr, a fronte di circa 3,7 miliardi riferiti ai progetti ultimati. Se alcune Regioni registrano percentuali di progetti completati superiori al 50% (Valle d’Aosta 65%, Lombardia 57%, Piemonte 55%, Molise 53% e Sardegna 52%), in altre aree - soprattutto anche se non in via esclusiva - del Centro e del Mezzogiorno i valori sono inferiori (Sicilia 22,4%, Puglia 29,6%, Trentino-Alto Adige/Südtirol 29,8%, Basilicata 32,8%, Lazio 33,1%, Umbria 33,7%, Calabria 33,9%, Emilia-Romagna 37,6%, Campania 38,3%).










