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La crisi energetica provocata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz continua a produrre i suoi effetti sulle tasche dei cittadini. Il governo Meloni è più volte intervenuto per contenere l'impennata dei prezzi ai distributori di benzina e oggi il Consiglio dei Ministri si riunirà nuovamente per varare un nuovo decreto-legge che servirà a prorogare il taglio delle accise sui carburanti fino alla prima settimana di giugno. Nel provvedimento, previste misure a favore degli autotrasportatori che oggi incontreranno il governo per tentare di scongiurare lo sciopero dei Tir indetto dal 25 al 29 maggio. Per il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, la manovra andrà a "sostegno dell'autotrasporto, del trasporto pubblico locale". Il taglio delle accise è in vigore già dal 19 marzo scorso, poco dopo lo scoppio della guerra in Iran e il conseguente choc sullo Stretto. Il più recente intervento, di inizio maggio, aveva scontato di 20 centesimi al litro sul diesel e 5 centesimi sulla benzina per un totale di circa 1 miliardo al mese che è stato sostenuto in parte dall'extra gettito Iva legato appunto al rialzo dei prezzi dei beni energetici.
Il titolare del Mef oggi si trova a Cipro per l'Eurogruppo informale per portare avanti la trattativa con la Ue sulla deroga al Patto di Stabilità in materia di energia. "Questi negoziati sono lunghi, richiedono tante spiegazioni, anche in sede non ufficiale - ha detto Giorgetti - Se ne parla anche qui a Cipro a latere con il commissario Dombrovskis. L'ottimismo che ho rispetto all'accoglimento deriva dalla razionalità della nostra proposta. Noi chiediamo semplicemente che le spese supplementari e necessarie, non soltanto per la difesa ma anche per l'energia, vengano considerate. È un approccio razionale che non mette a rischio nel medio termine la sostenibilità' della finanza pubblica. È un negoziato complesso ma che si basa su presupposti assolutamente logici e razionali". Per il ministro quindi "meglio prevenire che curare".












