Tra le sorprese della crisi iraniana ce n’è da registrare una nuova: le larghe intese, in Italia, sui rincari energetici. Dopo il pressing delle opposizioni il governo apre a un taglio delle accise. Ad annunciarlo la premier Giorgia Meloni con un video pubblicato in serata sui suoi social network. «Siamo impegnati per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione» spiega la presidente del Consiglio.
Ed ecco l’annuncio: «Stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile». Un meccanismo, aggiunge la premier, che consente di utilizzare la parte di maggiore IVA che arriva dall'aumento dei prezzi, per la riduzione delle accise.
Del resto anche il vicepremier Antonio Tajani ieri sera parlando a un evento di partito confermava che «c'è troppa speculazione sui prezzi dell'energia», e che «gli aumenti sono ingiustificati e non è colpa del benzinaio; se aumenta il prezzo della benzina c'è una speculazione a monte».
«Meglio tardi che mai» reagiscono a stretto giro i capigruppo dem Chiara Braga e Francesco Boccia aggiungendo che aspetteranno in aula «il governo alla prova dei fatti». Era stata la segretaria del Pd Elly Schlein ad avanzare già nei giorni scorsi la proposta di un taglio sulle accise mobili: «Il governo l’aveva promesso, ora passi dalle parole ai fatti». Così ha imposto di fare la crisi energetica scatenata dalla guerra fra Israele, Iran e Stati Uniti. Meloni nel video, con una frecciata alle opposizioni, ricorda che «lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo e la sua attivazione è allo studio già da qualche giorno da parte del Mef». Il nodo, al solito, sta nella caccia alle risorse. Ieri dal ministero dell’Economia arrivavano segnali di ottimismo: «Troveremo i margini» per finanziare l’intervento.











