I prezzi dei carburanti in una foto di repertorio LaPresse
Ci risiamo. Venerdì 22 maggio scade il taglio delle accise sui carburanti deciso dal governo per far fronte all'impennata dei prezzi causata dalla guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz. Cosa potrebbe succedere? L'esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha già annunciato di essere al lavoro per cercare di prorogare la misura, e proprio domani sera è in calendario un Consiglio dei ministri dal quale dovrebbe arrivare l'ok per il prolungamento. Il nodo centrale è sempre quello delle risorse economiche necessarie a fronteggiare il caro energia, senza le quali andrebbe in fumo l'attuale sconto di 24,4 centesimi al litro sul gasolio e di 6,1 centesimi al litro sulla benzina.Cosa fa il governo?Secondo le stime di Today, basate sulle risorse stanziate dal governo a cui abbiamo aggiunto il mancato incasso dell'Iva, solo nel mese di maggio la misura è costata circa 400 milioni di euro, a cui si aggiungono i 900 milioni già spesi a marzo e ad aprile (quando lo sconto sulla benzina, poi ridotto, era più generoso). Stante la volontà politica di prorogare il provvedimento di taglio delle accise, la sfida in questo momento per il governo Meloni è quella di reperire le risorse per poterlo fare.Al momento non è possibile utilizzare il meccanismo delle cosiddette "accise mobili", quello che permette di impiegare il gettito Iva extra legato all'aumento dei prezzi dei carburanti: le risorse maturate a maggio saranno infatti disponibili solo a partire dalla seconda metà di giugno. E quindi per evitare un nuovo aumento dei prezzi al distributore il governo è al lavoro per individuare coperture alternative.In ogni caso, l'intenzione del governo sembra chiara. A parlarne del tema nei giorni scorsi è stato anche il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti: ha fatto sapere che nel Consiglio dei ministri di venerdì sarà affrontato "anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise", e ha aggiunto di "credere che si andrà in questa direzione". Insomma: su questo punto non dovrebbero esserci sorprese.La deroga al patto di stabilitàMercoledì 20 maggio, al termine del G7 finanze svoltosi a Parigi, Giorgetti ha spiegato che venerdì "è previsto un Consiglio dei ministri in cui saranno presi dei provvedimenti, sicuramente sull'autotrasporto, sul trasporto pubblico locale, cioè i settori impattati. C'è anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise, credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al patto di stabilità, quindi ci prepariamo anche all'incontro con le categorie".Il patto di stabilità è l'insieme di regole che coordina le politiche di bilancio dei Paesi dell'Unione europea, con l'obiettivo di garantire finanze pubbliche sane e sostenibili per evitare squilibri economici.Non è affatto un dettaglio. La trattativa in sede europea su eventuali deroghe al patto di stabilità è intrecciata con il tema delle accise e dei fondi per finanziarne il taglio. "Non c'è soltanto la deroga, ci sono tante vie per arrivare al risultato, le stiamo esplorando tutte", ha comunque chiarito Giancarlo Giorgetti rispondendo ai giornalisti sui colloqui a margine della riunione per far avanzare la richiesta dell'Italia all'Ue di allargare anche all'energia la clausola di salvaguardia già prevista per la difesa. "Stiamo lavorando, è una cosa complessa, credo che non ci siano pregiudizi, c'è la consapevolezza della situazione eccezionale, dopodiché ci sono varie forme, varie modalità, varie possibilità. Le stiamo esplorando tutte", ha spiegato il ministro.Soldi e aumenti eventualiIl taglio delle accise disposto lo scorso 18 marzo dal governo, e le successive proroghe fino al 22 maggio, sono costate finora alle casse statali circa 1,3 miliardi di euro, con un impatto da circa 20 milioni di euro al giorno considerando l'intero periodo di validità della misura. E per prorogare lo sconto attualmente in vigore su benzina e gasolio fino al prossimo 12 giugno, il governo ha bisogno di reperire risorse per circa 340 milioni di euro.Senza sconto le cose cambierebbero. E non di poco. Un'eventuale mancata proroga del taglio delle accise porterebbe la benzina sopra i 2 euro al litro e il gasolio sopra i 2,2 euro. Senza un'estensione della misura la benzina aumenterebbe di 6,1 centesimi di euro al litro, e sulla base dei prezzi medi di martedì 19 maggio arriverebbe a 2,01 al litro sulla rete ordinaria: si tratterebbe di un aggravio di circa tre euro a pieno. Per quanto riguarda invece il gasolio, senza lo sconto attuale il prezzo salirebbe a 2,22 euro al litro, con una stangata da circa 12,2 euro a pieno.










