C’è un esercito invisibile di 170 centralinisti del Cup in appalto nelle Marche che gestisce quotidianamente le prenotazioni sanitarie dei cittadini, muovendosi tra bassi salari e precarietà. Si tratta soprattutto di donne con contratti part-time alla cooperativa Nuovi Orizzonti di Pesaro, i cui stipendi mensili si aggirano intorno agli 800 euro, frutto di una paga di circa 8 euro lordi l’ora a fronte dei 12 euro percepiti dagli operatori strutturati delle Ast che svolgono un lavoro analogo sul territorio. Per fare luce su questa situazione e ridisegnare il futuro del servizio, una delegazione dell’Usb Lavoro privato di Ancona, guidata da Marco Bini ha incontrato mercoledì l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro e la dirigente dell’Ars Flavia Carle. Al centro del tavolo, la scadenza dell’appalto e le linee guida per il nuovo bando. Durante il confronto, il sindacato ha espresso le proprie rivendicazioni: "La prima e reale soluzione strutturale per il Cup regionale resta la reinternalizzazione del servizio all’interno del sistema sanitario pubblico regionale – rimarcano -. Riteniamo infatti che il sistema degli appalti esternalizzati abbia prodotto negli anni frammentazione organizzativa, bassi salari, precarizzazione occupazionale, dumping contrattuale e progressivo impoverimento professionale". Secondo l’Usb "un servizio strategico e centrale per il funzionamento della sanità pubblica regionale non può continuare ad essere governato esclusivamente attraverso logiche di appalto e contenimento dei costi, scaricando il peso delle criticità organizzative sul personale". Accanto alla richiesta di valutare come riferimenti i Ccnl Sanità e Funzioni Locali, Usb chiede una clausola sociale vincolante a tutela dell’occupazione e dell’anzianità, oltre alla verifica dei carichi di lavoro. Il sindacato ha ribadito le forti criticità storiche del comparto, tra cui il "mancato riconoscimento professionale degli operatori centralinisti in videoterminalisti" e l’"utilizzo di modelli organizzativi orientati solo alla riduzione dei costi". Oltre ai problemi salariali, è stato segnalato il malfunzionamento del servizio dovuto al sovrapporsi di funzioni tra il Cup telefonico, quello fisico, le farmacie e l’app My Cup Marche. L’assessore Calcinaro ha annunciato un aumento delle ore lavorative a partire dal 1° giugno per rimpolpare i salari e ha confermato che gli uffici sono al lavoro sul nuovo bando, intenzionati a coinvolgere le stesse lavoratrici per mappare necessità e disservizi. L’Usb ha giudicato positivamente l’avvio del dialogo, concludendo: "Continueremo a sostenere la necessità di una progressiva reinternalizzazione del servizio Cup e, parallelamente, a vigilare sulla costruzione del nuovo appalto affinché vengano garantite reali tutele".
Cup, appalto nel mirino . Centraliniste a 8 euro l’ora: "Servizio da rivedere"
Delegazione dell’Usb ha incontrato l’assessore regionale alla sanità "Non si possono scaricare sul personale le criticità organizzative".













