“La situazione all’interno dell’appalto della refezione ospedaliera dell’AO di Cosenza, gestito dalla società Multiservice Sud, ha superato ogni limite di decenza sindacale e civile. Come Unione Sindacale di Base non possiamo più tollerare che il servizio, a cinque mesi dall’insediamento del nuovo appaltatore, stenda a decollare. Ancor più per le logiche lavorative tossiche in atto, a danno di operaie e operai. Siamo davanti a un quadro desolante che vede intrecciarsi la totale noncuranza delle norme sulla sicurezza con una vera e propria strategia di persecuzione disciplinare e psicologica. DPI non consegnati e prescrizioni mediche calpestate: Da mesi denunciamo condizioni di lavoro inaccettabili. I dispositivi di protezione individuale (DPI) non sono stati consegnati integralmente e regolarmente, costringendo il personale a operare in condizioni di totale precarietà o a provvedere in autonomia”. E’ quanto afferma l’Unione Sindacale di Base di Cosenza.
Il mancato rispetto delle prescrizioni mediche
Che aggiunge: “Ancora più grave è il mancato rispetto sistematico delle prescrizioni mediche emesse dal medico competente per le nostre iscritte. Lavoratrici con precise limitazioni fisiche vengono impiegate in mansioni non idonee, mettendo a immediato rischio la loro salute e integrità fisica. Tutto questo mentre i lavori di adeguamento delle strutture non sono ancora stati completati, e camminano di pari passo con la somministrazione dei pasti, costringendo il personale ad operare -talvolta- in cantieri aperti, con riflessi inevitabilmente scadenti sulla qualità complessiva del servizio erogato all’utenza. Spesso protagonista di ritardo nella somministrazione dei pasti. Non solo, a poche settimane dal suo insediamento la Multiservice Sud ha provveduto ad una modifica tacita e unilaterale dei turni delle nostre iscritte, mentre il responsabile del servizio si “diverte” a creare ostruzionismo impedendo alle nostre lavoratrici di espletare la prestazione con comandi impartiti verbalmente ad altro personale. Letteralmente, alcune lavoratrici, trovano la propria postazione occupata e sono costrette a prendere permesso o a rimanere a lavoro in un clima peso sapendo che arriverà una nuova e pretestuosa contestazione disciplinare. In ultimo, sapendo che per prescrizioni mediche qualche lavoratrice può fare pausa, al bisogno, sono state dismesse pochi giorni fa tutte le sedie presenti negli spogliatoi. Il record delle sanzioni: un accanimento mirato contro l’USB e chi non è allineato alla Fisascat-CISL”.







