HomeImolaCronacaMiele, dall’Osservatorio l’allarme per il settore"Oggi questi insetti vivono perché qualcuno li cura. Se l’apicoltura non è sostenibile . gli operatori abbandonano"."Oggi questi insetti vivono perché qualcuno li cura. Se l’apicoltura non è sostenibile . gli operatori abbandonano".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn forte appello che arriva da Castel San Pietro per accendere i riflettori sulle profonde trasformazioni che stanno colpendo il settore, tra cambiamenti climatici ed emergenze strutturali. A lanciarlo in occasione della Giornata Mondiale dell’Ape dello scorso 20 maggio è stato il mondo apistico di Castel San Pietro, con in cima i vertici dell’Osservatorio Nazionale Miele che proprio all’angolo tra piazza XX Settembre e via Matteotti ha la sua sede nazionale. L’Osservatorio ha richiamato l’attenzione sulle anomalie ambientali che influenzano le produzioni, rispondendo anche a chi sostiene che il miele stia cambiando sapore. "Il miele continua a essere un prodotto autentico e profondamente legato al territorio – ha spiegato il direttore Giancarlo Naldi –. Quello che sta cambiando non è la genuinità del miele, ma l’ambiente in cui le api vivono". Sbalzi termici, gelate e siccità stanno infatti modificando le fioriture, portando a caratteristiche aromatiche a volte inedite, pur mantenendo l’assoluta naturalità del prodotto. Oggi l’apicoltura è un vero presidio ambientale: per salvare le colonie, gli apicoltori devono intervenire sempre più spesso con nutrizioni di soccorso. In questa cornice si inseriscono progetti di valore presentati dall’Osservatorio, come ’L’Alveare Parlante’, per valorizzare gli oltre 60 mieli uniflorali italiani, e la collaborazione scientifica con l’Icqrf per il contrasto alle adulterazioni e la difesa del miele italiano.