BELLUNO - «Siccome le api non sono riuscite ad uccidermi, adesso le ammazzo tutte io». Sembrerebbe un atto di sfida violento verso questi insetti indispensabili per il nostro sistema naturale, invece è un gesto a beneficio dei cittadini, che nasce da un'esperienza di vita drammatica. Andrea Rasera Berna è titolare di un'azienda agricola, ma a causa di un deficit che ha origine proprio da una puntura di un insetto, ha dovuto cessare l'attività di apicoltore e si è re-inventato disinfestatore proprio di nidi di api, vespe e calabroni, per un'attività che se non è unica in provincia di Belluno poco ci manca.

L'uomo, classe 1969, è di Castion, frazione di Belluno e nel 2008 nella vicina Castoi fondò un azienda agricola di apicoltura e coltivazione pomodori (oggi azienda agricola delle Dolomiti). Nei primi anni al contempo prestava servizio come vigile del fuoco volontario; conosciuto per la sua competenza nel mondo delle api, quando i cittadini chiamavano soccorso per la disinfestazioni da vespe e calabroni, per i pompieri interveniva spesso lui. «Dal 2015 questo non è stato più possibile - spiega Rasera Berna - per una direttiva ministeriale che impedisce l'intervento a favore dei privati, ma soltanto a beneficio di enti pubblici o persone allergiche». Di qui la decisione di frequentare gli appositi corsi di disinfestazione, e di avviare una professione di cui c'è tanto bisogno. Ma quasi contestualmente un drammatico fatto ha segnato la vita di Rasera Berna, fatalità, proprio a causa delle api. «Ho avuto uno shock anafilattico con arresto cardiaco» racconta oggi con pacatezza l'uomo. «Sono diventato allergico al veleno di api, e contestualmente il sistema immunitario si è messo male e quindi ho avuto la leucemia cronica, che mi ha portato all'insufficienza renale. Giocoforza ho dovuto prendere la decisione di vendere l'azienda di apicoltura».